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23 Luglio 2019


L’Associazione Amico dell’ambiente ha vinto il PRIMO PREMIO nella categoria No Profit durante la XXIII edizione del Premio Mediastars, per la sua applicazione per smartphone.

Mediastars è un premio indipendente che si propone di mettere in luce il valore della professionalità di chi tecnicamente contribuisce con il proprio apporto alla riuscita di una comunicazione pubblicitaria, ed è giunta alla XXIII edizione.

L’app, disponibile sia su App Store sia su Google Play, realizzata con l’agenzia di comunicazione e marketing Gruppo Icat è molto smart e semplicissima da utilizzare:
Si può calcolare il valore dei propri tappi in base al peso.
Trovare i punti di di raccolta e le associazioni più vicine a noi.
Identificare quali tipi di plastica possiamo riciclare, scoprire come viene riciclata e quali sono i prodotti finali realizzati.
Prenotare una visita guidata in Imball Nord dedicata agli studenti di tutti i livelli, per scoprire il mondo del riciclo attraverso un divertente percorso educativo, con momenti pratici e teorici.

Amico dell’Ambiente è un progetto che, attraverso la raccolta di plastica da riciclo, mira a sostenere scuole e associazioni salvaguardando al contempo la natura. I tappi in plastica consegnati alle associazioni verranno pagati a peso e si otterranno guadagni immediati, contribuendo così a creare un mondo “più pulito”.

Amico dell’Ambiente intende informare e sensibilizzare bambini ed adulti riguardo l’ecologia e sull’iter di trasformazione dei materiali recuperabili e lo fa sfruttando azioni semplici, quali il ritiro tappi plastica, il riciclare sdraio e la raccolta di materiale plastico, che dopo essere stato portato in Imball Nord, qui verrà selezionato e macinato, per poi riutilizzarlo come materia prima per la produzione dei nostri pallet Logypal.

In foto a sx. la Sig.ra Monica Albiero responsabile relazioni esterne Imball Nord S.r.l. e a dx. il Dott. Claudio Capovilla, direttore di strategia del Gruppo ICAT, agenzia di comunicazione e marketing di Padova.66494529 2573786509320479 6502867471563751424 n

Avete scaricato l’App di Amico dell’ambiente? Potete farlo direttamente dalla pagina Facebook – cliccando sul pulsante “Usa l’app” sotto l’immagine di copertina – oppure dal vostro Play Store

01 Luglio 2019

L'economia circolare dei rifiuti è un approccio alternativo a salvaguardia del pianeta che permette di trasformare il rifiuto in risorsa, molto lontano dall'economia lineare che invece segue il percorso di produzione, utilizzo e smaltimento. Il modello dell’economia circolare nasce da un desiderio di sostenibilità che usa le risorse sfruttandone al massimo il valore e tramite il riciclo dona nuova vita ai materiali utilizzati che altrimenti finirebbero direttamente nella discariche.

Da quasi 40 anni al servizio dell’ambiente, Imball Nord produce pallet rigenerati con certificazione PSV (Plastica Seconda Vita), tramite una filiera di qualità controllata che garantisce l’eccellenza del prodotto consapevole che il futuro della plastica sia nell’economia circolare.
Per questo l’azienda veneta offre soluzioni sempre più green e con enormi vantaggi, soprattutto nella GDO, dal punto di vista economico, logistico e pratico.

Vedi la sezione del sito

29 Maggio 2019
L'articolo è tratto dal magazine Freshplaza
 

Il comitato tecnico Fitok dielenca una serie di consigli pratici da attuare lungo la filiera per evitare blocchi e perdite di tempo alle dogane.“I trattamenti fitosanitari IPPC/FAO-FITOK ai quali sono sottoposti gli imballaggi in legno destinati agli scambi tra Paesi di diversi continenti hanno lo scopo di eliminare gli organismi nocivi da quarantena eventualmente presenti sul legno – spiega Daniela Frattoloni, coordinatrice del comitato tecnico Fitok di Conlegno –. Tuttavia, tali trattamenti non impediscono il proliferare di muffe o funghi da azzurramento in quanto non considerati, a livello internazionale, pericolosi per l’uomo e l’ambiente”.

Il danno estetico causato dalla presenza della muffa sugli imballaggi può dare luogo a contestazioni, con conseguenti perdite di tempo e denaro alle dogane. 

Ecco 5 consigli a cui aggiungiamo anche il nostro:
1. Materia prima: selezionare il legno da usare per la realizzazione degli imballaggi
2. Trattamento: prediligere i pallet essiccati
3. Trasporto: prima di caricare le merci pallettizzate su rimorchi o container, occorre verificarne la loro pulizia e integrità
4. Scarico e stoccaggio: mantenere il pallet in condizioni ambientali che non consentano al legno di riacquistare umidità
5. Immagazzinaggio: evitare di conservare le merci su pallet avvolti da nylon o plastiche termoretraibili
6. Acquistare pallet in plastica INATTACCABILI DALLE MUFFE e che non richiedono alcun documento e certificazione alla Dogana.
http://www.logypal.it

 

1. Materia prima: selezionare il legno da usare per la realizzazione degli imballaggi
È importante utilizzare il legno appena tagliato, per evitare che i funghi inizino a crescere sulla sua superficie e colonizzare anche gli altri pezzi immagazzinati.

2. Trattamento: prediligere i pallet essiccati
Il trattamento fitosanitario di tipo HT, conforme allo standard ISPM n.15, non è in grado di assicurare che non compaiano funghi cromogeni profondi o muffe superficiali. Richiedere al produttore di completare il trattamento termico con il ciclo di essiccazione a un contenuto di umidità inferiore al 20% è un’attenzione in più, caldamente consigliata, che rende l’imballaggio anche più stabile in termini di dimensioni e deformazione.

3. Trasporto: prima di caricare le merci pallettizzate su rimorchi o container, occorre verificarne la loro pulizia e integrità
In particolare occorre verificare che non ci sia acqua stagnante e che il pianale di carico non sia umido e sia privo di infiltrazioni. La condensa, l’oscurità e la mancanza di ventilazione sono fattori da tenere in considerazione, soprattutto se i pallet devono essere trasportati per distanze lunghe.

4. Scarico e stoccaggio: mantenere il pallet in condizioni ambientali che non consentano al legno di riacquistare umidità
pallet devono essere scaricati dai rimorchi al momento della consegna e riposti in un’area protetta dalle precipitazioni, adeguatamente illuminata e ben ventilata con un drenaggio sufficiente per eliminare qualsiasi ristagno d’acqua proveniente da altre fonti di umidità. È necessario che il contenuto di umidità del legno resti inferiore al 20% dal momento della produzione del pallet fino alla consegna finale delle merci pallettizzate. Il principio FIFO “first in first out” è particolarmente utile. Prevede che i primi pallet a essere movimentati siano i primi a essere entrati in magazzino. Così da tenere sotto controllo le variazioni delle loro condizioni prima che la muffa proliferi.
5. Immagazzinaggio: evitare di conservare le merci su pallet avvolti da nylon o plastiche termoretraibili
L’applicazione di un involucro in plastica al pallet, soprattutto quando il prodotto è caldo, è causa della formazione di condensa sulla superficie interna della pellicola utilizzata. L’umidità così intrappolata, l’assenza di ventilazione e il calore che si crea fra la merce pallettizzata e l’involucro plastico costituiscono le condizioni ideali per la formazione delle muffe. Risulta particolarmente utile collocare fra le merci imballate e la superficie di carico del pallet una membrana protettiva, per impedire all’umidità presente di essere assorbita dal pallet. Anche gli involucri in plastica perforata, se uniformemente distribuiti sul carico, aiutano a contenere l’umidità poiché contribuiscono a migliorare la ventilazione.

6. Acquistare pallet in plastica che non richiedono documenti in Dogana.
Come produttori di pallet in plastica riciclata al 100%, non possiamo che consigliare il loro utilizzo.

Logypal è  marchio della Imball Nord e fornisce tutto quanto si ha bisogno nel trasporto delle merci con bancale:

Logypal non è soggetto a restrizioni relative all’import-export e può essere trasportato in tutti i Paesi del mondo senza alcun onere burocratico o di marchiatura. Inoltre, non necessita dei costosi trattamenti contro i parassiti previsti dalla normativa Fao-Ispm15. Importanti aspetti che contribuiscono a rendere questo prodotto ancora più economico.

Facile da igienizzare con lavaggi ad alta pressione, non è attaccabile da muffe e non assorbe sostanze di nessun tipo. 

Logypal non assorbe alcun liquido, non è attaccabile da muffe, parassiti o batteri e può essere igienizzato con lavaggi ad alta pressione. Composto da un materiale completamente eco-compatibile, Logypal resta inalterato nel tempo, esteticamente e strutturalmente, e mantiene un valore economico anche in caso di danneggiamento, in quanto può essere completamente riciclato.

E’ economico poiché prodotto interamente con materiale riciclato; poi è leggero e funzionale grazie alla sua struttura particolare;
è esportabile in qualsiasi nazione del mondo grazie al fatto che non vi è alcun vincolo normativo di nessun paese che ne limiti la circolazione come avviene per altri pallet di legno o plastica;
inoltre è anche igienico; facile da igienizzare è l’ideale anche per il trasporto di merce alimentare.

18 Febbraio 2019


I pallet di plastica riciclata al 100% di Imball Nord S.r.l. ottengono la certificazione ed il marchio “plastica seconda vita”, dall’ Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo.

Certificato in PDF: certificato PSV

Citazione dal sito web: https://www.ippr.it/ :

“Il marchio “,Plastica Seconda Vita” è un sistema di certificazione ambientale di prodotto dedicata ai materiali ed ai manufatti ottenuti dalla valorizzazione dei rifiuti plastici;
È il primo marchio italiano ed europeo dedicato alla plastica riciclata;
Introduce il concetto di “qualità” nelle plastiche di riciclo;
Introduce il concetto di “rintracciabilità” dei materiali riciclati;
PSV da raccolta differenziata
PSV da raccolta differenziata:per materiali e prodotti 30 al 100% polimeri derivati da raccolta differenziata le cui specifiche sono definite dal DM 203/03 sugli Acquisti Pubblici Verdi (GPP) nonché dalla circolare del Ministero dell’Ambiente 4 agosto 2004. Per le sole materie prime post-consumo è richiesta la certificazione di conformità alle norme UNI della serie 10667 come applicabili.
Fa riferimento alle percentuali di riciclato riportate nella circolare 4 agosto 2004, attuativa del DM 203/2003 sul Green Public Procurement, e alla norma UNI EN ISO 14021.

Detto marchio nasce dall’esigenza di rendere maggiormente visibili e più facilmente identificabili i beni in materie plastiche da riciclo che vengono destinati alle Pubbliche Amministrazioni e/o alle società a prevalente capitale pubblico, nonché alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

Per questo motivo IPPR pubblica ogni anno il Repertorio dei materiali e manufatti a marchio “,Plastica seconda Vita”.

Le attività per l’ottenimento del marchio PSV vengono svolte dagli organismi di certificazione partners di IPPR: IIP-Istituto Italiano dei Plastici, Kiwa Cermet Italia SpA e SGS.

Il marchio Plastica Seconda Vita è stato inserito nel Decreto Ministeriale 22 febbraio 2011 – “Criteri minimi per gli appalti verdi della Pubblica Amministrazione per l’acquisto di prodotti tessili, arredi per ufficio, illuminazione pubblica, apparecchiature informatiche” con riferimento ai requisiti degli imballaggi (primario, secondario e terziario).
Il marchio Plastica Seconda Vita è quindi strumento utile al riconoscimento delle soluzioni ambientalmente sostenibili….”

21 Dicembre 2018

Riciclare si può:

Riportiamo un interessante articolo, della rivista Altroconsumo, nota per la sua imparzialità e le sue inchieste rivolte ad informare e tutelare i consumatori tutti.

L’articolo parla della necessaria evoluzione dell’economia, da Economia USA E GETTA verso un’economia CIRCOLARE e innovativa, in occasione del FESTIVALFUTURO RIGENERAZIONI, svoltosi a Milano lo scorso Settembre 2018.

“Insetti che diventano farine, latte per i vestiti, frutta e verdura per ottenere coloranti naturali…..”

Novità, tendenze di un mondo nuovo e i consigli degli esperti.

Buona lettura.

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